Venerdì 28 novembre 2025, alle ore 18.30, Emilio Radice sarà in libreria per presentare il suo libro-reportage Oltre il confine della paura (Neos).
Partecipa: Marco Aime.
Un viaggio in moto lungo la A1, l’unica strada afghana che permette oggi di attraversare un Paese reduce da quarant’anni di guerre e conflitti interni. Una terra governata dai talebani, che apre le sue porte a un viaggiatore per lasciarsi raccontare.

Il 15 agosto 2021 i talebani occupano Kabul e gli americani sono costretti a una fuga caotica. Ai cancelli dell’aeroporto una folla si accalca per tentare una fuga disperata dal Paese. L’immagine degli uomini che precipitano dal carrello di un aereo durante il decollo diventa emblema di una tragedia. Eppure questo episodio mette anche fine a decenni di guerra e conflitti in una terra da cui arrivano oggi poche notizie.
Emilio Radice, giornalista, viaggiatore e motociclista di lungo corso, nell’aprile del 2023, spinto da un incontenibile spirito di conoscenza, decide di provare a entrare nel Paese in sella alla sua Aprilia Tuareg. Emilio attraversa l’Anatolia, la Turchia e procede verso l’Iran fino a Mashhad, alle porte con l’Afghanistan. Da qui, non senza difficoltà, ottiene il visto per accedere nel Paese dei talebani. In sella alla moto segue quello che resta della statale A1 da Herat a Kunduz, scoprendo, tappa dopo tappa, la storia millenaria di questa terra, crocevia tra cultura occidentale e orientale. Nei piccoli villaggi trova la povertà estrema, la discriminazione, il fondamentalismo, la diffidenza dei talebani, ma superati i primi ostacoli scopre una popolazione accogliente, mossa da una profonda dignità, un popolo orgoglioso e determinato a mostrare di sé una veste inedita.
Emilio Radice, romano, settantacinque anni, è stato giornalista prima a «Paese Sera» e poi a «La Repubblica» ed è particolarmente attivo su alcuni fronti sociali (manicomi, carceri, lotta alla droga). È autore di due programmi radiofonici Rai, Altrimenti insieme e Il triangolo d’oro, ha scritto anche Rose al veleno (stalking) e Cocaparty per la Bompiani. Come reporter per l’inserto «Viaggi di Repubblica» ha visitato molti Paesi del mondo, ma da sempre la sua passione sono i lunghi e solitari viaggi in motocicletta. Seguendo – come lui dice – le orme dell’uomo, ha scelto il Medio Oriente e il Centro Asia come luoghi di predilezione. Senza tour operator e prenotazioni, fedele al principio che un buon viaggio si costruisce giorno per giorno, è stato fra l’altro nel Kurdistan iracheno, in Siria, Georgia, Armenia, Russia, Kazakhistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Azerbaijan, più volte in Iran e, in ultimo, in un Afghanistan appena uscito dalla guerra e dominato dai talebani. Perché in moto? “Perché la motocicletta vive di equilibri instabili e chiede al suo conducente una presenza che elabori di continuo le emozioni, la tecnica, il tempo e lo spazio”.