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ControTempo n° 1 – Percorsi di lettura

ControTempo: il nostro giornalino di letture per l’estate! Per non restare senza parole, (r)estate con noi!

IL TUFFO, J. Lee, Sur

12 ottobre 1984, una bomba esplode nel lussuoso Grand Hotel di Brighton. Si contano cinque morti e trenta feriti: è un attentato dell’Ira contro Margareth Thatcher, all’epoca primo ministro, che però ne esce illesa e politicamente rafforzata,. Attorno a questo romanzo di cronaca si intrecciano le vicende immaginarie dei tre protagonisti del romanzo. Il tuffo è carico di verità e ritmi perfetti che disegnano i piccoli drammi e le passioni più intime degli esseri umani contro lo sfondo spietato della storia.

 

UN MILIARDO DI ANNI PRIMA DELLA FINE DEL MONDO, Arkadi e Boris Strugatzki, Marcos y Marcos

Nel nostro tempo di stimoli schiaccianti, di totalitarismi vecchi e nuovi, ciechi e insinuanti, un romanzo straordinariamente attuale sulla necessità di essere se stessi, liberi e indipendenti, per cambiare il mondo. Ci vuole tempo, ma ancora un po’ ne resta: un miliardo di anni.

DEL DIRSI ADDIO, M. Fois, Einaudi

Quando dissero a Gea che suo padre era morto, abitava da qualche giorno con i Ludovisi.  Il Tribunale aveva stabilito che dovesse chiamarli famiglia. Non si poteva certo dire che lei fosse estranea a quella morte. Si trattava pur sempre di suo padre e si trattava dell’uomo che aveva fatto del male a suo fratello Lilo. Anni dopo, quando era già una donna, avrebbe letto da qualche parte che Oreste Bomoll era morto dichiarandosi innocente. E che anzi la formula “era morto” andava rivista a favore della più precisa “si era tolto la vita”. Il che può apparire una sfumatura linguistica, ma era, a tutti gli effetti, l’espressione di una differenza sostanziale.

IL MORSO, S. Lo Iacono, Neri Pozza

La Sicilia, i moti rivoluzionari del 1848, il gesto inaspettato di una donna in un grande romanzo storico. Lucia Salvo, considerata da tutti  una “babba”, ossia una pazza, perché affetta da una grave forma di epilessia, che tutti scambiano per follia, diventa un’inconsapevole eroina, protagonista dei moti di quegli anni. Quello di Lucia  è un personaggio realmente esistito e descritto in modo magistrale in tutta la sua fragilità e determinazione.

IL VALZER DEGLI ALBERI E DEL CIELO, J.M. Guenassia, Salani

«Sono Marguerite van Gogh. La signora Marguerite van Gogh. La moglie di Vincent. Sono vecchia e stanca, sto per andarmene, ma non rimpiangerò questa terra. Ritroverò Vincent e staremo insieme per sempre». Mettendo insieme potenza del racconto e verità documentaria, e consegnandoci pagine di vera poesia quando assistiamo insieme a Marguerite alla nascita dei capolavori di van Gogh, Guenassia fa rivivere l’epoca d’oro degli impressionisti e getta una nuova luce sulla tragica fine dell’artista e sui misteri che circondano alcune delle sue opere; e lo fa come sempre da un’angolatura originale, tratteggiando ancora una volta un’indimenticabile figura femminile.

EXIT WEST, M. Hamid, Einaudi

Nadia e Saeed vogliono tenere in vita il loro amore giovane e fragile mentre la guerra civile divora strade, case, persone. Si narra, però, che esistano porte misteriose che conducono dall’altra parte del mondo, verso una nuova speranza… Mohsin Hamid ha scritto un romanzo tenero e spietato, capace di dare un senso a questi tempi di disorientamento e follia con la potenza visionaria della grande letteratura. Exit West è un libro venuto dal futuro per dirci che nessuna porta può piú essere chiusa.

BABILONIA, Y. Reza, Adelphi

In un posto chiamato Deuil-l’Alouette, un posto qualunque nella periferia di Parigi, una donna qualunque, con un buon lavoro, un marito, un figlio, una sorella e dei vicini, si troverà a farsi complice dell’occultamento di un cadavere.

Grazie alla sua straordinaria abilità nel tracciare l’animo umano, mescolando comico e tragico, Yasmina Reza ci offre un beffardo teatrino umano, dove la coppia rappresenta tutte le contraddizioni del vivere comune; e ci ricorda che, come gli Ebrei a Babilonia, ciascuno di noi vive in esilio, da se stesso e dagli altri.

MA QUALE PARADISO?, F. Borri, Einaudi

Uno dei più sorprendenti reportage sul fondamentalismo islamico, da un luogo, le Maldive, in cui primo e terzo mondo sono divisi ma vicini: il contrasto è illuminante.

L’ORDINE DEL TEMPO, C. Rovelli, Adelphi

Come Le sette brevi lezioni di fisica, questo libro tratta di qualcosa della fisica che parla a chiunque e lo coinvolge, semplicemente perché è un mistero di cui ciascuno ha esperienza in ogni istante: il tempo.

LA MUSA, J, Burton, La Nave di Teseo

Quando, in una calda giornata del luglio del 1967, Odelle Bastien sale i gradini di pietra della Skelton Gallery di Londra, non sa che molto presto la sua vita cambierà per sempre. Ora è pronta a cominciare un nuovo lavoro come dattilografa, sotto la guida dell’enigmatica e fascinosa Marjorie Quick.
Un giorno alla galleria arriva un misterioso quadro portato da un ragazzo invaghitosi di Odelle: il dipinto, di cui si erano perdute le tracce per anni, getta la signora Quick in una strana inquietudine. Riaffiorano in lei i fantasmi del suo passato che, ora, investono anche Odelle e la sua storia d’amore. In effetti, la verità che il quadro nasconde risale al momento della sua creazione, nel 1936, in una grande casa di campagna in Spagna, dove Olive Schloss, la figlia di un famoso commerciante d’arte, fantastica sul suo futuro come pittrice. Nel suo fragile e rassicurante paradiso, piomba Isaac Robles, affascinante artista e rivoluzionario, che accenderà in Olive una passione capace di sbaragliare ogni sua timida previsione sul destino che l’aspetta, legando inestricabilmente la suasorte a quella di un quadro e ai potenti segreti che nasconde.Sarà proprio quel quadro, a decenni di distanza, a unire le vite delle due straordinarie protagoniste, Odelle e Olive.

IL POTERE DEL CANE, T. Savage, Neri Pozza

Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch piú grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da piú di quaranta anni, non potrebbero essere piú diversi. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti. Perché Phil vive il matrimonio del fratello come un tradimento e, proprio come il «cane sulla collina» lanciato all’inseguimento della preda, non darà tregua a Rose, a Peter e anche al suo amato George, animato dall’odio nella sua forma piú pura: l’odio di chi invidia.

L’ARMINUTA, D. Di Pietrantonio, Einaudi

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi.

SVEGLIARE I LEONI, A. Gundar-Goshen, La Giuntina

Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L’uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell’incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginato di dover esplorare.

PICCOLO PAESE, G. Faye, Bompiani

“La guerra senza che glielo chiediamo s’incarica sempre di trovarci un nemico. Io desideravo restare neutrale, ma non ho potuto. Non ci sono riuscito. Scorreva dentro di me. Le appartenevo.” 1992. Gabriel, dieci anni, vive a Bujumbura, in Burundi, in un quartiere di espatriati. Suo padre è francese, sua madre del Ruanda. Ha una sorella più piccola, Ana, e una banda di amici inseparabili – Gino, Armand, i gemelli – cresciuti insieme a lui nel vicolo: le loro giornate cominciano quando finisce la scuola e viene il momento delle case sugli alberi, dei furti di manghi nei giardini degli altri, delle avventure lungo il fiume, delle chiacchiere sbruffone e sognanti dentro il guscio di camioncino che è il loro quartier generale. Un’infanzia dorata che è presto destinata a scontrarsi con la Storia, con l’esplosione dei conflitti etnici di quel piccolo paese africano. Gabriel vedrà con paura i genitori che si separano, le prime elezioni del paese, la guerra civile e il dramma del Rwanda. Gaby credeva di essere soltanto un bambino, ma si scopre essere anche qualcosa di diverso, il punto d’incontro di due mondi diversi: meticcio, tutsi, francese.

ALCUNI AVRANNO IL MIO PERDONO, L.R. Carrino, E/O

Nella Napoli di oggi, straziata da una guerra tra fazioni che dura ormai da otto anni, il sangue camorrista si è confuso col sangue degli innocenti. Mariasole Simonetti è a capo della federazione di clan Acqua Storta dalla notte in cui uccise il boss reggente davanti agli occhi della madre, la potente Angela Lieto. In quella stessa notte Aldo Musso, fratello del capoclan dell’omonima famiglia, pagò con la vita i dubbi sollevati sulla reggenza di Mariasole. Mentre prosegue il gioco di sangue fra i potenti, il figlio sedicenne di Mariasole, Antonio, scalpita per diventare il capo di un gruppo di piccoli criminali, ma c’è di mezzo il suo amore per Rosa Musso, figlia del nemico giurato di sua madre. La guerra fra le due fazioni continua, ma l’amore tra i due ragazzi mescolerà le carte in modo imprevedibile. Ogni delitto avrà la sua confessione, ogni male verrà scontato, ma solo alcuni verranno perdonati.

TRE PIANI, E.Nevo, Neri Pozza

In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare.