Hell O’ Dante. Con Saulo Lucci

Inizio evento

4 dicembre 2025 – ore 20.30

Fine evento

4 dicembre 2025 – ore 22.00

Ingresso

libero

Luogo

Libreria Gulliver

Hell O’ Dante è un progetto di teatro di narrazione che affronta l’Inferno in 34 spettacoli ognuno dedicato a un canto.
Attraverso una rigorosa ricerca, sviscera le terzine e i personaggi in esse racchiusi, la situazione storica e le pene tanto mirabilmente dipinte così come il pensiero dell’autore dando nuova vita a tutto ciò, per riconsegnare agli spettatori la bellezza di una commedia che merita più di ogni altra mai scritta l’attributo di Divina.


Lo spettacolo di e con Saulo Lucci sarà preceduto da un’azione performativa a cura del Balletto Teatro di Torino.
Musica dal vivo: Matteo Appendino di Guitare Actuelle.


La modalità di esposizione è il teatro di narrazione in cui l’affabulazione è il mezzo attraverso il quale addentrarsi tra le spire dell’alta poesia dantesca per apprezzarne fino in fondo la bellezza e i significati.
Nonostante l’altezza dell’argomento la resa scenica avviene attraverso un linguaggio semplice affinché chiunque possa goderne, per non tradire l’intenzione dell’autore che sceglie infatti il volgare per arrivare a tutto il popolo.

Per ogni canto si mettono in luce le fonti letterarie e storiche, ma anche le cronache dell’epoca e i pettegolezzi da cui Dante ha tratto ispirazione: non solo si scoprirà che l’incontro con Ulisse deriva dalla storia del viaggio dei Fratelli Vivaldi e del loro rapimento per opera del Prete Gianni, ma anche che dietro la commozione e la pietà provate per la triste storia di Paolo e Francesca si nasconde una famiglia orribile e un matrimonio combinato con l’inganno, e che solo grazie ai paleodietologi abbiamo la conferma che il conte Ugolino non mangiò carne nei suoi ultimi giorni di vita.

Ogni canto è accompagnato da alcuni brani musicali eseguiti dal vivo (voce e chitarra) appartenenti al repertorio pop-rock internazionale e italiano. L’obiettivo non è solo alleggerire la mole d’informazioni che il pubblico riceve, ma anche e soprattutto giocare con due epoche così lontane (il medioevo e l’età contemporanea), avvicinandole grazie a un’idea, una parola, un’immagine, un personaggio che uscirà dalla Divina Commedia, per rivivere in una canzone di settecento anni dopo.

Grazie alla “Bravura” dell’attore, la Commedia di Dante perde quell’aura così spesso attribuitagli di insondabilità e lontananza e si avvicina al pubblico e al quotidiano anche grazie alle musiche che accompagnano gli spettacoli, al tempo stesso “suggerite” dal testo e in grado di arricchirlo di “sovrasensi”.

Infine il canto è recitato a memoria perché, attraverso il suono delle parole, si scopre che la poesia non è solo contenuto, ma anche e soprattutto musica e ritmo.

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